LA PROGRAMMAZIONE

LA PROGRAMMAZIONE DELL'ALLENAMENTO

Programmazione Categoria Scuola Calcio
Programmazione Categoria Pulcini Programmazione Categoria Esordienti
Programmazione Categoria Giovanissimi Programmazione Categoria Allievi

Programmare: processo che consente di organizzare il proprio lavoro determinando ciò che si intende conseguire(gli obiettivi), le modalità con cui si intende perseguirli e quindi controllando il loro procedere. Si può programmare nell'arco della carriera, nell'arco di più stagioni, nell'arco della stagione agonistica e in quello della singola seduta.

 

La preparazione sportiva del processo formativo può essere:

preparazione atletica
preparazione tecnica
preparazione tattica
  preparazione psicologico/morale

Le capacità da sviluppare del processo formativo sono:

 poter giocare
saper giocare individualmente
saper giocare in modo collettivo
voler giocare

 

Le aree della personalità coinvolte nel processo formativo sono:

area cognitiva
area affettiva
 area sociale
area motoria

Il processo di formazione dell'attività giovanile si esplica principalmente attraverso l'azione di allenamento e quella di insegnamento, che sono continuamente integrate tra loro.

 

ATTIVITÀ GIOVANILE  = ALLENAMENTO + INSEGNAMENTO

 

IL PROCESSO DI ALLENAMENTO

 

La spiegazione fondamentale degli effetti del processo di allenamento risiede nella capacità di adattamento dell'organismo a tutte le situazioni che tenderebbero a modificare il suo equilibrio interno. Il mantenimento di questo equilibrio è indispensabile alla conservazione della vita stessa dell'organismo.

 

Se uno stimolo di sufficiente intensità agisce per un certo tempo, procura all'organismo un determinato adattamento. L'organismo si adatta continuamente alle stimolazioni subite in precedenza, così che le stesse avranno in seguito un effetto ridotto. Ecco perché necessitano stimoli crescenti per produrre nuovi adattamenti, che consentiranno al soggetto di innalzare il livello delle proprie capacità.

 

STIMOLO SUFFICIENTE
ADATTAMENTO DELL'ORGANISMO  
INNALZAMENTO DELLE CAPACITÀ  

Il principio fondamentale che regola i processi di adattamento è la supercompensazione: processo mediante il quale lo stimolo provoca una condizione di disagio o fatica, cui segue, nella fase di recupero, una reazione ricostruttiva, che supera il livello precedente alla stimolazione. Questo processo adatta e prepara il giovane calciatore ad impegni più gravosi e ad una capacità di prestazione più elevata, che, però diminuisce in assenza di nuovi stimoli.

 

PRINCIPI FONDAMENTALI DELL'ALLENAMENTO CALCISTICO

 

Continuità dell'allenamento: l'allenamento stimola i processi di adattamento, i quali, se lo stimolo viene a mancare, decadono, facendo perdere all'organismo le capacità che aveva precedentemente acquisito. La continuità è riferita alla settimana, al mese, alla stagione sportiva, alla programmazione pluriennale.

 

Progressività del carico: uno stimolo standard, se non è sufficientemente intenso, perde il proprio effetto allenante, per cui un carico di lavoro deve progressivamente crescere per provocare nuovi adattamenti a livello più elevato. Nei giovani è preferibile un aumento della quantità insieme ad un più prudente aumento dell'intensità: la quantità ha maggior effetto sulla stabilità delle qualità fisiche. Il carico deve essere incrementato gradualmente, cioè deve essere somministrato in relazione al grado di preparazione dei propri allievi.

 

Multilateralità: considerando la complessità delle capacità richieste nel nostro gioco, risulta evidente come il giovane calciatore non debba svolgere un'attività di allenamento unilaterale. Come il piano di lavoro del velocista non può prevedere soltanto esercizi di corsa, o quello del tennista di ripetere continuamente il rovescio, il dritto e la battuta, il calciatore non dovrà concentrarsi solo sulla esecuzione dei vari modi di calciare o di ricevere la palla.

Un allenamento così povero di mezzi, proposto continuamente, in breve tempo condurrebbe ad un miglioramento dell'esecuzione dei gesti tecnici, ma provocherebbe in seguito l'arresto e, successivamente, un calo della prestazione.

Al giovane calciatore si richiede sempre più il possesso di una molteplicità di capacità motorie. La caratteristica principale dell'allenamento moderno è, pertanto, quella della multilateralità dei mezzi di preparazione, cioè:  

è necessario scegliere più mezzi per lo sviluppo di ciascuna qualità motoria, assicurando una maggiore ricchezza per quelle qualità fondamentali per la disciplina (la corsa, i fondamentali tecnici, le capacità tattiche)
  il miglioramento delle capacità di prestazione deve procedere attraverso un progressivo e contemporaneo sviluppo di ciascuna qualità motoria richiesta, evitando di procedere globalmente

 

La multilateralità in età giovanile rende possibile l'allontanamento di pericolo di scompensi e disarmonie funzionali, spesso insorgenti a causa dell'allenamento fisico, concentrato, quasi esclusivamente, su determinati organi ed apparati.

 

Alternanza del carico: la relazione tra il lavoro ed il recupero è la chiave dell'efficienza dell'allenamento, che sfrutta la capacità di supercompensazione dell'organismo. La molteplicità degli stimoli rivolti a tutte le funzioni permettono il loro relativo recupero. Non rispettando la proporzione carico/fatica e riposo/recupero, l'allenamento può condurre a sintomi di saturazione con effetti indesiderati, quali il brusco calo prestazionale.

   

LA PROGRAMMAZIONE

 

L'allenatore per la realizzazione della sua attività si trova con la necessità operativa di "insegnare bene, ma spesso con poco tempo a disposizione". Per fare ciò con efficacia, non è possibile improvvisare. Per formulare un programma di lavoro si deve analizzare innanzitutto la reale situazione di partenza, tenendo conto delle diversità che caratterizzano i singoli componenti del gruppo che traggono origine da:  

differenti esperienze motorio/sportive
diverso livello di bagaglio tecnico/tattico
  un ritardato o precoce sviluppo biologico
attitudini e predisposizioni personali

Il piano di lavoro è il progetto corrispondente ad una elaborazione del lavoro da svolgere con una squadra in una determinata categoria. Per l'allenatore il piano non è un fine, ma uno strumento adatto a conseguire gli obiettivi prefissati.

 

L'attività programmata serve per la realizzazione della preparazione più efficace per quel determinato gruppo di giocatori, valida solo se la squadra è preparata dal tecnico che la ha ideata.

 

La mentalità dominante sarà quella della ricerca del continuo miglioramento, individuale e di squadra.

 

Il contenuto delle attività dovrà offrire e ricreare situazioni di gioco il più possibile vicine a quelle di gara.

 

Dal momento che una esigenza fondamentale dell'allenatore giovanile moderno risulta quella di utilizzare al meglio il poco tempo a disposizione, avranno notevole rilevanza quei mezzi operativi che perseguono, simultaneamente, obiettivi tecnico/tattici e condizionali.

 

Gli strumenti fondamentali della programmazione sono:  

  il piano annuale di lavoro
il diario dell'attività

Tale documentazione non rappresenta solo un obbligo di attestazione, in genere non richiesto, ma costituisce un importante tributo alla propria professionalità, dalla quale dipende l'efficacia del lavoro.

L'allenatore, analizzando, dall'agenda di lavoro, i dati contenuti dell'attività svolta e confrontandoli con le risposte ottenute dai propri allievi in rapporto alla situazione di partenza individuale e di squadra, sarà in grado di apportare quelle modifiche o variazioni di rotta al piano generale che saranno ritenute più adatte.

 

Il piano di lavoro prevede una certa periodizzazione ed una determinata struttura.

 

Per periodizzazione s'intende la definizione dei periodi nei quali, durante la stagione, il lavoro di allenamento assumerà una particolare differenziazione rispetto agli altri periodi. Determina, quindi, il calendario cronologico che si adatterà anche agli impegni agonistici.

 

Nell'ambito della programmazione annuale, generalmente vengono individuati tre periodi, o macrocicli, principali:

 

agosto settembre ottobre novembre dicembre gennaio febbraio marzo aprile maggio giugno luglio
periodo preparatorio periodo competitivo periodo transitorio

 

La struttura è, invece, la forma con cui è costituito il piano, che l'esperienza ha consigliato sia formato da contenitori standard che, in generale, sono rapportati alla stagione intera, al periodo, al mese, alla settimana.

 

L'allenatore partendo dalla programmazione annuale, passerà alla programmazione del periodo (macrociclo), poi del mese (mesociclo) e della settimana (microciclo), per procedere, infine, alla programmazione della singola seduta.  

 

MACROCICLO
MESOCICLO MESOCICLO
microciclo microciclo microciclo microciclo microciclo microciclo microciclo microciclo
all1 all2 all3 all4 all5 all6 all7 all8 all1 all2 all3 all4 all5 all6 all7 all8
 

La programmazione dell'allenamento prevede il passaggio per le seguenti fasi che si ripetono in modo ciclico:  

analisi della situazione (da dove si parte)
definizione degli obiettivi (dove si vuol andare)
scelta dei contenuti (quale strada prendere)
scelta dei metodi (come fare il viaggio)
monitoraggio e valutazione (controllare di essere sulla strada giusta)

Da dove partire: l'analisi della situazione.

Si intende la raccolta e la valutazione della totalità dei dati relativi a ciascuna delle variabili implicate nel processo formativo. Si tratta di un vero e proprio check up iniziale che prende in esame, non solo le caratteristiche dei singoli soggetti, ma anche il contesto ambientale, sia individuale che generale, nel quale si svolge l'attività stessa.

Gli elementi essenziali dell'analisi sono:  

  l'ambiente: Società e impianti
  il giovane calciatore
il gruppo squadra

 

Dove andare: stabilire gli obiettivi.

 

L'obiettivo rappresenta l'abilità che l'allievo o la squadra devono conseguire (saper fare) al termine del ciclo di lavoro, mentre il contenuto è l'attività attraverso la quale l'allievo acquisisce l'abilità, cioè raggiunge l'obiettivo.

 

Nei pulcini e negli esordienti gli obiettivi saranno più orientati sullo sviluppo delle abilità, nelle categorie successive l'accento sarà posto sullo sviluppo delle capacità: il saper utilizzare le abilità in contesto situazionale.

 

Gli obiettivi avranno sempre come riferimento quelli generali dell'attività giovanile che sono:  

  l'attivazione dei sistemi senso percettivi
  la strutturazione degli schemi motori di base
il miglioramento della coordinazione dinamica generale
  lo sviluppo delle capacità condizionali(resistenza, velocità, forza, flessibilità)
 la formazione di abilità

 

Ripartizione del volume della seduta:

 

Scuola Calcio

Pulcini  

Esordienti  

Area psicomotoria 25%

Preparazione fisica generale 20%

Preparazione fisica generale 15%

Area motoria 25%

Preparazione fisica specifica 10%

Preparazione fisica specifica 15%

Area tecnico/coordinativa 25%

Preparazione tecnico/tattica 70%

Preparazione tecnico/tattica 70%

Area tattica 25%

 

Che percorso fare: i contenuti.

 

Le attività utilizzate nell'allenamento sportivo si suddividono in generali, specifiche e di gara.

 

GENERALI Quelle forme di attività fisica che hanno poca attinenza con i movimenti di gara. Molto adatte per i più giovani
SPECIFICHE Quelle che contengono uno o più elementi dei movimenti o delle azioni di gara ed in cui i parametri spazio/temporali riflettono notevolmente quelli di gara stessa  
DI GARA Quelle che realizzano completamente i movimenti della gara  

 

Elemento base della seduta di allenamento è il mezzo operativo.

 

Il mezzo operativo deve produrre apprendimento
la scelta del mezzo operativo deve tener conto delle basi biologiche dei ragazzi
  bisogna utilizzare mezzi operativi che prevedono l'uso della palla
  la durata dell'esercizio è data dalla risposta dei ragazzi, cioè quando questi raggiungono una elevata percentuale di successo

Aspetti metodologici di scelta degli obiettivi operativi:  

tenere in considerazione le reali possibilità dei nostri allievi
  più giovani sono i nostri allievi, più dovremmo utilizzare giochi rispetto a esercizi
creare sana competizione
provocare curiosità con nuove proposte
fare in modo di usare quasi sempre la palla
sviluppare le capacità percettive: psicocinetica, psicotattica
  favorire il confronto con se stessi: giochi a confronto, test
far vivere con frequenza la situazione del tiro in porta perché gratificante
gratificare la giusta esecuzione
correggere in positivo l'esecuzione sbagliata

 

 Determinazione del carico di allenamento.

 

Il carico è caratterizzato da tre fattori:

intensità: velocità, tempo di esecuzione, ritmo di lavoro, recupero;

quantità: numero di metri percorsi, numero di ripetizioni, ecc.;

complessità: il livello di difficoltà motoria.

 

I tempi di recupero necessario dopo una seduta condizionale sono:

  24/36 ore seduta aerobica
24/48 ore seduta anaerobica
48/72 ore seduta di forza
72 ore seduta di velocità

 

Come fare il viaggio: scelta ed organizzazione dei metodi.

 

Ogni allenatore dovrà tenere conto dei principi didattici dell'insegnamento.

 

1.       Principio della partecipazione attiva e della consapevolezza: la consapevolezza del ragazzo si esprime nella comprensione dei fini, nella predisposizione di conoscenze, abilità e abitudini, nell'analisi dei risultati sportivi ottenuti.

2.       Principio del metodo dimostrativo: attraverso la creazione di situazioni che rendono possibile l'apprendimento diretto delle esperienze. Specialmente a livello giovanile vale il detto "meglio una dimostrazione che cento spiegazioni".

3.       Principio della regolarità: l'apprendimento esige un ordine definito, in particolare è indispensabile che sia sistematico e metodico. Lo sviluppo delle abilità motorie dell'atleta deve essere basato su conoscenze ottenute precedentemente. Il mancato rispetto di questo principio abbassa il livello generale delle capacità degli allievi.

4.       Principio della stabilizzazione: man mano che cresce il livello delle capacità degli allievi e viene acquisito un maggior numero di informazioni, abilità e abitudini, diventa necessaria la loro stabilizzazione. Si considerano stabili le abilità nuove utilizzate in modo efficace in gara. La stabilizzazione non avviene meccanicamente, ma secondo un ordine appropriato, e deve essere ben distribuita nel tempo.

5.       Principio dell'accessibilità: adattare il contenuto dell'insegnamento al livello di apprendimento del gruppo.

 

Metodologicamente vengono individuate due modalità di approccio ben distinte tra loro:

metodi deduttivi: nei quali l'insegnante codifica l'attività e ricerca la precisione esecutiva attraverso la ripetizione sistematica
metodi induttivi: nei quali il protagonista principale è l'allievo, in quanto coinvolto a livello cognitivo alla ricerca delle soluzioni motorie relative ai problemi presentati: i soggetti scoprono in maniera autonoma e attraverso domande poste all'insegnante le soluzioni motorie relative ai problemi presentati

Il primo conduce al conseguimento di un elevato livello di prestazione in tempi brevi, il secondo è maggiormente efficace nel produrre apprendimenti a lungo termine e transfert a situazioni simili.

È da ritenere opportuno l'impiego di entrambe le metodologie.

 

Un'altra distinzione di metodi va fatta tra metodo globale e metodo analitico:  

metodo globale: quello che punta sull'esecuzione del gesto o della sequenza di movimenti nella sua interezza, per poi confrontarla nella globalità con il modello di riferimento
  metodo analitico: quello che scompone il movimento o la situazione, osservando e correggendo separatamente i vari fattori parziali

 Azione didattica dell'allenatore  

  Spiegare  
  Dimostrare  
Controllare l'esecuzione
Correggere

 

Gli stili sono rappresentati dai particolari modi di interpretare il ruolo dell'allenatore e sono:  

creare un ambiente sereno, positivo, pronto e disponibile all'aiuto
riporre fiducia nei ragazzi
orientare l'attenzione dei ragazzi sugli obiettivi
eseguire frequenti verifiche
fornire feedback rilevanti per il compito da svolgere
istituire regole che garantiscono l'ordine
organizzare la seduta in base alle esigenze dei ragazzi

 

Le strategie di conduzione dell'allenamento rispettano le seguenti regole metodologiche:  

individualizzazione: per risolvere questo problema, una delle soluzioni più pratiche è la formazione, per determinati periodi dell'allenamento, di gruppi omogenei per capacità, oppure, in un contesto di attività collettiva, l'assegnazione di compiti differenziati
quantità: ricercare il maggior numero di rapporti con la palla e di momenti di apprendimento
variabilità: se la varietà del vissuto motorio del soggetto facilità ulteriori processi di apprendimento, diventa importante contribuire all'arricchimento del patrimonio dei ragazzi. Nel bambino la variabilità sarà riferita all'acquisizione ed al perfezionamento degli schemi motori, nel ragazzo sarà riferita all'apprendimento ed all'affinamento dei gesti tecnici
distribuzione: la pratica di stimoli distributori nel tempo, in ogni caso ritenuti sufficienti a produrre un effetto positivo, è in genere da preferire alla concentrazione dell'attività in periodi ristretti o in un'unica seduta
organizzazione: utilizzare al meglio il tempo disponibile ed il materiale a disposizione
  transfert bilaterale: processo per cui, eseguendo uno schema motorio con l'arto dominante, si favorisce la fissazione dello stesso. Prima di utilizzarlo bisogna permettere che venga raggiunta una certa abilità o padronanza con l'arto dominante
caratteristiche del carico: il carico dell'allenamento va dosato modulando opportunamente i parametri di volume e di intensità. L'entità del carico dovrà essere adattata alle caratteristiche dei ragazzi da allenare, quindi all'età ed al grado di preparazione

osservazione: attraverso essa si evita l'improvvisazione. Si tende ad oggettivare l'osservazione attraverso l'applicazione do principi o criteri. Saper osservare significa quindi:

1.       conoscere cosa si vuol osservare(cosa osservare?)

2.       saper finalizzare l'osservazione(perché?)

3.       saper organizzare l'osservazione(come?)

4.       saper predisporre strumenti adeguati

5.       saper oggettivare i risultati  

correzione: è importante dirigere l'attenzione degli allievi sugli elementi chiave da osservare, comunicando ciò che deve essere appreso

 

Dove siamo arrivati: la valutazione

 

La valutazione deve essere attuata con correttezza metodologica, cioè nel rispetto dei principi di validità, affidabilità ed obiettività.

 

Il processo valutativo si sviluppa in due fasi:  

  la verifica: azione di controllo con la quale si registrano i dati e le informazioni relativi ai comportamenti dei ragazzi
  la valutazione: azione con la quale si assegna un valore o un giudizio sui risultati conseguiti

 

Il processo di valutazione si attua in tre momenti:

 

iniziale
in itinere
finale